A spasso con Noi…in diretta le rivolte Libiche e le ribellioni Inglesi, ma anche l’uragano Irene.

Una delle tecnologie più sviluppate che ci permette ogni giorno di restare in contatto, di aggiornarci, di ricevere informazioni è il web.
Cari lettori, l’ onda dei social network ci ha sommerso, ci ha felicemente travolto…
La parola d’ordine sembra quasi essere condividere!
Ogni passo da noi fatto diviene un’occasione per far conoscere agli altri ciò che in quel momento facciamo, dove siamo, con chi siamo, insomma sembra quasi che portiamo a spasso gli altri con Noi.
E’ una grande rivoluzione, grazie ai nuovi dispositivi inventati e ben collaudati dal genio Steve Jobs possiamo ingrandire una foto semplicemente con il movimento delle nostre dita, possiamo postare una foto appena scattata sul nostro sito, possiamo far conoscere i luoghi da noi visitati.
Se c’è una cosa che più ci ha sconvolto è stato vedere come le nuove generazioni possano organizzare tutto sul web.
Feste, appuntamenti ma anche rivolte, ribellioni, cortei e così via, ossia tutto ciò che coinvolge e anima un gran numero di persone.
Questo è quanto accaduto a Londra un paio di settimane fa, quando ragazzi incappucciati sono scesi in strada devastando e mettendo a ferro e fuoco interi quartieri; vetri rotti, auto capovolte, agenti della polizia attivi contro la folla di ribelli.
Il motivo paventato era l’uccisione di ragazzo di colore avvenuta qualche giorno prima ma si riesce ben a capire che questo era solo un pretesto per dar vita a qualcosa di più grande, qualcosa che avrebbe attratto gli occhi di tutto il mondo sulla capitale inglese.
Il web è come un piatto adorno e ricco su cui abbiamo una scelta vastissima, su cui gente di paesi in cui domina la dittatura riesce a far venire fuori la voce!
Per tali persone il web, la tecnologia è tutto, è informazione, è libertà.
Si pensi a quanti video, quanti post siamo in grado di leggere grazie a tanti giovani libici desiderosi di render libero il loro Paese e le loro vite.
Un video ci racconta il contesto del bunker in cui viveva Gheddafi, un altro un gruppo di persone che esulta, un altro ancora ragazzi che buttan giù la statua del dittatore.
Tutto avviene in diretta, tutto è on-line e in presa diretta, come avviene in Libia, come avveniva ieri in Inghilterra come avviene in queste ore negli U.S.A dove impazzano i video e i commenti sull’uragano Irene.
Segno di una nuova era, segno di una società che sta cambiando, segno di un’informazione non più in gabbia, anche a spese di rapimenti e di sfregi; l’ultimo ai danni di un giornalista colpevole solo di aver disegnato qualche vignetta, peccato solo che fosse contro il regime!!!
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Liberati i 4 giornalisti italiani con un blitz…


Liberati i 4 giornalisti rapiti in Libia, si trovavano vicino al centro di Tripoli, la notizia è stata battuta dalle agenzie di stampa intorno alle 12.00 di oggi. Un blitz di alcuni miliziani, intanto una taglia da 1,6 milioni è la ricompensa per chi catturasse il Colonnello vivo o morto. Sul web impazzano le immagini dei festeggiamenti dei ribelli.

Il caso Strauss Khan: ipotesi e dilemmi a confronto

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L’opinione pubblica scossa da scandali che hanno come protagonisti le persone più in vista in ogni paese.
L’ultimo caso in ordine di tempo ha come protagonista Strauss-Khan.
Il palcoscenico è una suite dell’hotel Sofitel che ha sede a Manhatthan, attori l’ex presidente del Fondo Monetario Francesce e una donna trentaduenne originaria della Guinea. Il copione è consueto, l’accusa della cameriera è di natura sessuale, ella sostiene di essere stata aggredita dall’uomo.
La polizia di New York interviene, raggiunge l’areoporto Kennedy e incastra il sospetto colpevole in partenza, ammanettandolo.
La notte passata in carcere, la notizia circola sul web, centinaia di quotidiani ne parlano, l’opinione pubblica è ancora incredula come lo stesso Strauss Khan.
Un ciclone si è abbattuto sulla sua dignità, sulla sua reputazione, e non accenna ad arrestarsi.
Inevitabili le dimissioni dal Fondo Monetario, e il ritiro della quasi-certa candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2012, Dominique Strauss Khan corre ai ripari ed in fretta.
Le ore destinate al processo impegnano il Mondo che ha gli occhi puntati sulla vicenda a dir poco disgustosa.
Le accuse sono reciproche, ma la difesa dell’ex presidente è forte e si consolida attorno all’ipotesi che egli sia vittima di un complotto da parte delle opposte parti politiche.
L’accusa della cameriera del Sofitel risulta essere debole, i racconti non combaciano, le lacune sono evidenti e tutto ciò porta in vantaggio l’altra parte.
La parabola ha la sua conclusione nella giornata di ieri: la notizia rimbalza di sito in sito, di giornale in giornale.
Il caso è stato archiviato e Strauss Khan dichiara che questa vicenda porta “alla conclusione di un incubo per lui e per la sua famiglia” in accordo con quanto detto dal suo avvocato.
Un caso risolto che non muta quanto accaduto: la dignità è parzialmente persa, la reputazione anche e chi è un personaggio in vista non può permettersi delle cadute di stile di questo genere, è questo quello che il popolo francese pensa e afferma per la maggior parte.
Ma un’ipotesi per così dire di grande rilievo è quella avanzata da chi conosce il mondo dei media e le strategie per cavarsela fino in fondo.
Il dilemma del prigioniero ci insegna come due carcerati accusati di aver compiuto un reato non possono comunicare nè guardarsi.
L’uno non sa quello che potrebbe affermare l’altro e viceversa. Se tacciono entrambi la pena sarà grave, se uno tace l’altro parla, quest’ultimo sarà libero il secondo subirà un aggravamento della pena, se entrambi decidono di parlare subiranno una pena lieve. Nessuno dei due sa per certo cosa farà l’altro e proprio questo è il dilemma.
L’assunto che è alla base è massimizzare le ricompense.
E’difficile dire se la difesa abbia orchestrato tutto al meglio tenendo conto di questa ennesima strategia ma nulla ci porta ad escluderla.

Sull’onda dei socialnetwork….

La caduta del raìs, l’avvicinarsi della svolta in Libia, le voci dei ribelli e di coloro che soffrono circolano sulle piattaforme più in uso come Twitter e Facebook. Ogni evento viene scritto e ripreso per essere condiviso oggi come ieri in Inghilterra in occasione degli scontri tra giovani incappucciati! Segno di una nuova era…

Tabloid-Gate o Struttura Delta? Il giornalismo losco e affaristico


L’informazione ed in particolare il settore giornalistico stanno attraversando una fase delicata e piuttosto complessa. La prima è stata protagonista negli ultimi mesi nel campo del web.
Proprio quest’ultimo è diventato una nuova frontiera che allarga i nostri orizzonti ed i nostri contatti, ma è in sostanza una piattaforma poco controllabile.
L’ evento EG8 convocato dal presidente francese Nicolas Sarkozy che aveva come fine la definizione di una serie di limiti e regole sul web si è concluso con molte parole e pochi fatti.
Apprezzabile l’idea ma bisogna andare oltre…
L’inghilterra è caduta in pieno in questo torrente di scandali che tutto travolge e scombina con l’affare Murdoch.
Il News of the World, giornale costituito da numerosi fogli di gossip è al centro dello scandalo intercettazioni inglese.
Il Financial Times rivela in data 06/07 la presenza di una squadra di investigatori privati assoldata da Murdoch che riesce ad ascoltare e calcellare alcuni messaggi della segreteria telefonica del cellulare di una ragazza tredicenne rapita ed uccisa, depistando così le indagini e creando la falsa speranza di un suo ritrovamento.
Lo scandalo cresce, arrestati una dozzina di giornalisti e dirigenti, il giornale come annuncia il The Guardian, chiuderà i battenti dando l’addio ai 3mila lettori con un numero di copie raddoppiato.

Occhi puntati, dunque, sul primo ministro David Cameron il quale volle al suo fianco Coulson ex vice-direttore del quotidiano di Murdoch, accusato in due casi di aver corrotto numerosi V.I.P e poliziotti per ottenere informazioni bollenti così come tanti scoop.
Primo effetto dello scandalo la mossa repentina dell’editore australiano di ritirare l’offerta sull’acquisto di BSkyB una tivù satellitare di cui vorrebbe trattenere la maggioranza delle azioni.
L’arresto di Coulson getta nella bufera il primo ministro Cameron, il quale imbarazzato cerca di addurre spiegazioni, nel frattempo si assiste alla fuga indisciplinata degli inserzionisti del News Of The World che non vogliono macchiarsi di questa viscida e sporca faccenda.
Tutto ciò avviene in Inghilterra così come in Italia travolta di recente dall’imbrazzante vicenda dell’operazione Delta.
Protagonisti i giornalisti della Rai, i quali si sospetta abbiano creato una struttura presidenziata dal nostro Presidente del Consiglio.
Tale struttura come attestano le intercettazioni sino ad ora pubblicate, era in grado di accordarsi circa i contenuti mediali da mandare in onda soprattutto durante il periodo delle elezioni regionali del 2005 al fine di creare la cossidetta macchina del consenso a scopi politici.
Tempo travagliato, quello in cui si inserisce oggi la penna di un Giornalista appassionato!

I più piccoli dinanzi allo schermo: spot per attrarre e persuadere

I grandi pubblicitari sono sempre alla ricerca di numerosi espedienti che possano portare alla spettacolarizzazione di un prodotto.
I media non possono prescindere dalla pubblicità in quanto essa copre la maggior parte delle spese necessarie alla stampa di un quotidiano, e alla programmazione delle reti televisive e radiofoniche.
Più un prodotto viene pubblicizzato più richiama l’attenzione dei soggetti, più accelera le vendite.
Oggi anche gli spot si sono evoluti, accolgono volti noti dello spettacolo che sulle note di una canzone cercano in tutti i modi di vendere quel prodotto.
Giornalmente assistiamo ad un numero elevato di spot, e spesso ci ritroviamo a vedere ed ascoltare più pubblicità e meno programmi.
La pubblicità perciò diviene un’opportunità per una pausa ma sostanzialmente a lungo andare annoia…
E’proprio in quest’ambito che si inseriscono gli interventi per la salvaguardia dei più piccoli; com’è noto ormai i ragazzi trascorrono gran parte della giornata dinanzi alla tv e sono loro i principali destinatari degli spot.
I dati contenuti in una ricerca dell’Osservatorio sulla comunicazione pubblicitaria sugli spot trasmessi in una settimana delle reti Rai e Mediaset intorno al 2006 ci pongono innanzi ad uno scenario importante quanto vero: la quasi totalità degli spot per bambini viene trasmessa su italia uno, circa l’80% nelle fascie orarie della prima mattina, pomeriggio e prima-serata.
Si stima che in una giornata ideale un bambino sia esposto a circa 150 spot pubblicitari che raggiungono l’apice nel week-end con 190!! Ciascuno spot viene ripetuto in media quattro volte durante l’intera giornata.
I principali settori cui si rivolgono le pubblicità sono: giochi, prodotti alimentari, abbigliamento, editoria.
Ma come viene costruita una pubblicità per bambini? Ci sono delle differenze?
Questa ricerca molto interessante porta alla luce una differenziazione netta tra gli spot per ragazzi e quelli per ragazze.
In sostanza si ritiene che gli spot dei primi siano contrassegnati da valori come la forza, l’aggressività e siano scanditi dalla competizione a differenza dei secondi contrassegnati invece da un’atmosfera pacata, domestica, familiare.
Naturalmente anche il sottofondo musicale cambia a seconda del destinatario, musica rock per i ragazzi, più soft per le ragazze.
Inutile dire che tutto ha una strategia legata al marketing, alle vendite, alla capacità di attrarre e persuadere il telespettatore; tuttavia quando i più piccoli sono i principali destinatari bisogna porre attenzione e dar vita ad un’adeguata legislazione in merito!

Fonti: In-Formazione
Articolo di Renata Metastasio

Una finestra sul mondo…on-line!

In un’era social-connessa e sempre on-line la chat rivoluziona il contesto in cui noi siamo immersi.
Chat quindi come luogo d’incontro, all’epoca dei primi fogli di quotidiani si dialogava seduti ai caffè, o nei salottini borghesi oggi esiste il web, esiste la chat.
E’ un’occasione ottima per rimanere in contatto con amici, parenti che si trovano oltre-oceano, è un’occasione d’intrattenimento o la prima tappa di una conoscenza.
In sostanza la chat aiuta la socialità, perchè non sempre comunichiamo per dire cose importanti ma per il puro gusto di trascorrere le ore, ma essa aiuta anche la socializzazione, ossia a relazionarsi con le altre persone al fine di costruire relazioni stabili.
Tuttavia, ancora oggi si pensa alla chat come ad una cornice che si frappone tra la nostra quotidianeità e ciò che si è online. Una cornice che è stata definita in tempi recenti come una membrana perchè ci permette sempre un collegamento tra vita online ed offline…
Ma come si entra in chat? Perchè?
La maggior parte delle risposte date a tali domande, ci riportano che la maggior parte di noi entra in chat per un soddisfare la curiosità, altri per aggiungere un tassello di esperienza che ci mette alla pari dei nostri amici, altri per decidere un appuntamento, altri ancora per intrattenersi.
Quasi tutti non sono mai connessi esclusivamente alla chat ma amano coniugare altre attività: scaricare musica, giocare online, navigare su internet, leggere i quotidiani.
Il tempo lo si trova sempre per affacciarsi sul nostro social network preferito;
Sì appunto il tempo!
La chat ci “ruba” un sacco di tempo se troviamo gente interessante con cui comunicare, se abbiamo qualcosa da dirci, in altri casi si assiste ad una sensazione di noia dettata da altre motivazioni.
Tra le altre cose la chat è stata vista come una sacca liminoide perchè appunto porta l’adolescente a superare quelle barriere che lo portano ad auto-definirsi adulto; essa è stata definita come un invito al viaggio perchè sono necessari alcuni equipaggiamenti(che chi ama inviare foto per farsi notare, chi si descrive con occhi azzurri e capelli chiari..)o come confessionale perchè in chat siamo molto disposti all’ascolto dei dolori altrui!
Ma online di cosa si parla?
Una ricerca condotta dalla studiosa Michela Drusian, porta alla luce dei risultati chiari per chi “vive” online: gli argomenti più trattati sono la musica, lo sport, la scuola ma anche la politica, molti ragazzi infine asseriscono che in chat si parli sempre delle solite cose.
La ricerca ci porta a considerare anche un altro fattore: la finzione.
La chat diviene un luogo di finzione per eccellenza, è possibile bluffare, ed è molto semplice con uno schermo davanti.
Non c’è espressività, non ci sono segni chiari che possano definire la situazione, tutto è nelle mani dell’intelligenza di chi è dall’altra parte in ascolto, ma soprattutto sarebbe sufficiente togliere lo schermo e correre a guardare…

Fonti: Michela Drusian-Acrobati dello specchio magico

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