Il caso Pinterest: cos’è e perchè è importante per il brand !

Ormai la nuova frontiera sia sul web che nella vita di tutti i giorni è il Social: tutto giunge ad un collegamento tra le persone, tra gli amici, e perfino tra sconosciuti. Si moltiplicano giorno per giorno i nuovi siti social, ormai Facebook e Twitter sono sorpassati soprattutto negli U.S.A dove sta riscuotendo un ampio successo Pinterest.

COS’ E’ – Pinterest è simile per certi versi a Tumblr e ad Instagram o Flickr siti in cui è possibile condividere tutto ciò che ci interessa, non a caso il claim Pinterest così recita: ”  a place to collect, organize and share everything you like on the web”. Ma qual’è la novità? Bene, su questo sito si possono pinnare ossia marcare immagini di altà qualità, video, discussioni al fine di creare una personale pinboard ed è possibile come in altri social commentare i pin degli altri utenti o repinnarli. Le immagini acquistano un’importanza fondamentale sulla nostra pinboard dove possiamo “parlare” di home, hobby, gusto per il design, food spotting, moda, link di store…..

CONSEGUENZE – Dal pinnare deriva molto: infatti Pinterest diventa una vetrina online per il brand e per il Web Marketing! E non a caso il successo del sito è dovuto a questo. In Italia non si è ancora diffuso in pochi ne sono a conoscenza, tuttavia le immagini non hanno bisogno di traduzione in italiano e pertanto gli esperti si aspettano che verrà presto conosciuto anche nel nostro Paese. La cura delle board da parte dei grandi brand rende il cliente sempre più vicino al suo mood presentando il brand in un nuovo contesto e creando un rapporto tra questo e noi grazie anche al plug in con Facebook e  WordPress permette di condividere altrove. Anche su Pinterest saremo dunque mappati, ossia il marchio saprà quali sono i nostri interessi, quali le nostre caratteristiche ed interverrà di conseguenza: questo meccanismo non è nuovo, anche su Facebook siamo mappati al lato della barra con aggiornamenti di stato sono ripetute pubblicità eventi in base ai nostri interessi…facciamoci caso….!

CONTENT CURATION – Su Pinterest è interessante questa parte perchè anche in questo caso la personale pinboard diventa una carta a nostro favore, quasi quanto il profilo di Facebook o di Twitter. Saremo più o meno seguiti in base a ciò che scriviamo, pubblichiamo e così via; fondamentale dunque una buona organizzazione dei contenuti.

TREND – Intressantissimo vedere quanto Pinterest sia seguita per il 97,9% dalle donne, poichè pinnare immagini è molto più facile per loro perchè ci sono più ambiti come abbiamo detto poco fa.

PIU’ DI GOOGLE PLUS – Intressante notare come Pinterest cresce più di Google Plus sorpassando anche Instagram e Flickr come si può notare dai grafici.

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Fonti: www.minimarketing.it www.webinfermento.it www.techrunch.com www.youngdigitallab.com

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Claim Supernalotto: Lasciatemi cantare con la scheda in mano…..

Una serie di spot che ti rallegrano la giornata? Direi proprio di no, certo uno spot riesce ad attrarre se fatto bene, se originale, se riesce” a vendere bene un prodotto” diremmo. Ebbene il nuovo spot Sisal non ha fatto un figurone, ma a detta di molti una figuraccia.

TARTASSARE- Certo non è nuova l’idea del tartassare i probabili consumatori tramite spot su spot ripetuti ad un ristretto lasso di tempo. Questa è la tecnica della pubblicità, del marketing e non è nuova a tutti noi. Tuttavia molto spesso gli spot non hanno nulla di particolare, e cosa più snervante è che continuano incessantemente ad essere in onda. E’ raro che uno spot non ti annoi ma lo spot della Sisal è al confine tra il ridicolo e il tragico.

Lo spot Supernalotto

PUNTO ECONOMICO– Per sostenere una campagna pubblicitaria quasi sempre le agenzie o chi per loro adottano il metodo: “Tartassare è meglio che colpire il consumatore”. Questi spot sono mandati in onda durante le fasce di prime time e soprattutto negli spazi pubblicitari che interrompono una trasmissione seguita da un audience elevata. Pertanto, la spesa economica non è uno scherzo, ma si sa che quando si tratta di pubblicità si pensa che chi spende di più vince ma molte volte non accade questo.

ITALIANO – Dunque il claim recita: Lasciatemi cantare con la schedina in mano, lasciatemi sognare sono un italiano…e qui molti si son guardati in faccia e hanno detto:”Ah davvero?”; Si, perchè in questo periodo in cui il mercato è fermo gli italiani dovrebbero non pensarci e darsi al gioco e alla schedina. La canzone scelta è un remake di Totò Cotugno, Italiano e rimanda al profumo dell’ottimismo; in questo periodo più che l’ottimismo servirebbe guardare la realtà e la realtà è pessima come aspettative per i più giovani e per i precariati; tutti sognamo ma uno spot fatto da un’azienda concessionaria dello Stato poteva essere forse un pò fatto meglio? Ai consumatori la risposta….

L’abito fa il monaco o il monaco fa l’abito?

Spesso si usa un’espressione del genere per delineare una persona, chiedendosi se è appunto l’abito a fare l’uomo o viceversa. E’ un argomento che si intreccia con la moda, la fotografia e le classi sociali, ossia con tutto ciò che abbia a che fare con la nostra società.

BARTHES – Secondo l’autorevole semiologo Roland Barthes la fotografia non solo è un modo per ri-presentare ciò che ormai è assente, ciò che non c’è più ma è anche un modo per rendere più bello il volto di un soggetto. Lo studioso ci fa capire come effettivamente l’abito, il trucco la posa, i gioielli e tutto ciò che fa da ornamento è veicolo di un’appartenza a classi sociali differenti: l’abito sconfina nell’estetica e dunque è il tessuto a farla da padrone più nell’uomo che nella donna contrariamente alle aspettative; trucco e posa sono importanti quasi quanto il ritratto del soggetto, anche nella storia dell’arte i pittori dipingevano i soggetti spesso di profilo, raramente essi assumevano una postura frontale. Questo si ripropone nell’ambito della fotografia, dove molto spesso i soggetti sono posti in una situazione domestica e sono vicini ad oggetti che richiamano la loro appartenenza sociale. In arte spesso il soggetto si faceva ritrarre all’interno di dimore aristocratiche, con le stesse peculiarità della fotografia.

I coniugi Arnolfini

PRADA – Dalla fotografia e dall’arte vien fuori la moda e la recente sfilata di Prada è una prova di quanto detto fin qui. Miuccia Prada ha presentato la collezione maschile per il prossimo inverno nei giorni scorsi ed è la stessa stilista a confermare che tali abiti indossati richiamano l’idea del potere e che è stato messo in scena il potere. “La sola cosa che detesto è la sciatteria, perché quasi sempre diventa anche sciatteria mentale“, ha detto ancora la stilista, a riprova del legame fortissimo fra ciò che siamo e come decidiamo di presentarci agli altri”: così conferma la stilista.

In definitiva come nell’arte così nella fotografia così anche in passerella è fondamentale l’abito perchè esso è un mezzo che ha un significato che cambia a seconda delle culture, degli stereotipi e così via. L’abito ha una propria forma, è un oggetto, dei colori, tuttavia assume diversi significati a seconda di come lo si indossi, quando lo si indossi, dove lo si indossi.

 

5 ragazzi si danno fuoco in Marocco: il gesto di chi non ha voce!

E’ passato circa un anno dall’inizio delle rivolte del Medio-Oriente e del Nord-Africa. Tutto ha una ragione e la Primavera Araba nasce appunto da un’insieme di rivolte contro i regimi dittatoriali ancora esistenti non soltanto nei paesi meno industrializzati così come oggi si pensa.

L’INIZIO – Il 17 dicembre del 2010 un commerciante di frutta di Sidi Bou Said in Tunisia come ogni giorno era uscito da casa per lavorare ma quello non fu un giorno qualunque: la polizia gli confiscò tutta la merce che aveva in vendita perchè si disse sprovvista del regolamento necessario. Mohammad Bouazizi questo il suo nome volle protestare a lungo contro le autorità locali ma vide che ciò non ebbe il risultato sperato.

IL GESTO – Lo stesso giorno si diede fuoco dinanzi la sede del governo locale e dunque quel gesto diede inizio alla Primavera Araba. Oggi non è cambiato nulla, o meglio si sono succedute rivolte, cadute dittatoriali, nuovi governi, guerre ma molti continuano a protestare con lo stesso gesto di quest’uomo. Un gesto estremo che tocca il paradosso: si muore perchè non si riesce a vivere.

CRONACA – La notizia riportata dai più imprtanti quotidiani del mondo è che il 19 gennaio altre 5 persone in Marocco si sono date fuoco, stesso gesto, stesso animo, uguale sequenza d’immagini. Dei cinque tre riportano gravi ustioni di primo e secondo grado mentre i restanti due restano illesi. Il gesto avveniva mentre era in corso l’occupazione del Ministero dell’Istruzione per chiedere nuovi posti di lavoro. La settimana scorsa sempre in Tunisia altre 4 persone si sono date fuoco e una è morta.

TIBET – La situazione si ripete in Tibet, dove molti monaci tibetani si sono dati fuoco per protestare contro l’occupazione cinese del Tibet e il ritorno del Dalai Lama. Il 17 ottobre una donna si è immolata dinanzi al suo monastero. Anche in questo caso tutto è iniziato con un caso: il gesto di Phuntsog a marzo ha dato avvio alla detenzione di circa 300 monaci di Kirti per un mese. Durante le proteste la polizia interviene ed apre il fuoco.

Azioni come queste non devono essere certo etichettate come gesti eroici, ma come voci che cercano di gridare al mondo ciò che succede. Il loro paese, la loro terra viene continuamente assediata, mentre il regime mette divieti e impone silenzi. La loro unica forza sta nel cercare di avere l’attenzione dei media tuttavia sino ad ora se questo è avvenuto, nulla sembra esser cambiato.

Il SOPA ha la sua vittima: Megaupload chiude i battenti

Una notizia che gira il mondo in maniera rapidissima ha a che fare sicuramente con il web. Il cossidetto SOPA (Stop Online Privacy Act) legge in via d’approvazione dal Congresso Americano ha già la sua vittima. Il fondatore di Megaupload Dotcom e gli amministratori sono stati arrestati questa mattina, così comunica il ministero della Giustizia degli Stati Uniti.

La chiusura di Megaupload

MERCATO – Ciò che ha portato il Congresso Americano a decidere tale azione è in primis l’andamento del mercato discografico, cinematografico, musicale, televisivo. Insomma l’informazione che si può definire d’intrattenimento. Già anni fa scoppiò il caso Emule su cui si potevano scaricare contenuti e contemporaneamente scambiarli con altri utenti, il tutto fu dichiarato illegale sin da subito. Gli utenti continuarono l’attività e solo alcuni furono dichiarati realmento colpevoli poichè utilizzavano il contenuto a fini commerciali.

ATTIVITA’ – Sostanzialmente Megaupload consentiva agli utenti di scaricare o di visualizzare in streaming serie tv, fiction, film, e quant’altro in maniera gratuita. Ma l’associazione dei produttori cinematografici Usa ritiene che la principale attività degli utenti che usavano il sito consistesse nell’inviare contenuti protetti da copyright soprattutto film. E anche Wikipedia aveva oscurato il suo sito per protesta proprio nella giornata di ieri. Mentre è stato chiuso anche Megavideo.

REGOLAMENTAZIONE – La notizia circola sul web che è anche vittima. Non è certo la prima azione che riguarda il web questa, negli anni e nei mesi recenti sono stati tanti i tentativi da parte delle case discografiche o cinematografiche di far pressione sui contenuti scaricati illegalmente. Soprattutto tanti hanno cercato di regolamentare una piattaforma a cui hanno accesso quasi tutti; sarebbe difficile porre leggi al web ma soprattutto nell’era digitale molti si opporrebbero. La possibilità e la disponibilità a tanti contenuti, e diverse voci è libertà d’informazione. Il messaggio può essere visto da più punti di vista e tener conto di tanti aspetti perciò l’individuo potrebbe scegliere cosa conoscere, cosa approfondire.

 

  

Vivere on-line: cambia il modo di vedere ed informare il mondo!

Siamo immersi totalmente in quella che si definisce “società dell’informazione”.
Le lettere, i giornali, e perfino i libri stanno per essere annullati perlomeno nella loro sostanza.
La forma infatti rimane la stessa, cambia il mezzo: le redazioni giornalistiche si basano sugli aggiornamenti on-line, il telefono è sempre meno usato per chiamare e diventa cercapersone, smartphone, macchina fotografica e all’occorrenza personal computer.
Un mutamento fondamentale si è notato nel campo dell’istruzione, cambia il modo di insegnare ed apprendere. La lavagna didattica viene sorpassata dalle lavagne interattive controllate da un dispositivo centrale, i quaderni dai mille tipi di tablet in commercio, il gesso e il cancellino dal tocco di un dito sul display.
Ogni intervento tecnologico va analizzato con i suoi difetti e i suoi pregi. Tuttavia, la rivoluzione digitale prende il sopravvento non preoccupandosi del digital – divide (la distanza tra chi ha e chi non ha apparecchi per collegarsi in rete) poiché sia in Germania sia nel Regno Unito si punta all’ “alfabetizzazione di rete”. In Italia è una recente ricerca dell’Istat “Cambiamenti nei tempi di vita e attività del tempo libero” a fotografare la situazione: gli studenti dedicano meno tempo all’istruzione e alla formazione, alle attività all’aperto mentre si registra un aumento nell’uso di internet; per gli occupati diminuisce il tempo dedicato al sonno ed ai pasti ed aumenta quello dedicato all’uso del pc e di internet; per gli anziani aumenta il tempo destinato ad attività sportive, socio-culturali, di svago e diminuisce il tempo per la cura di sé.
Ogni passo da noi fatto diventa occasione per far conoscere agli altri dove siamo, cosa facciamo, con chi siamo: tutti sanno di tutto. I più quotati social network puntano a questo ma anche a porre l’attenzione su determinati argomenti: si pensi ad esempio all’ondata di rivolte di cui sono protagoniste la fascia araba e asiatica in questi mesi. Le voci dei combattenti, dei sopravvissuti, dei professionisti dell’informazione riescono a trovare spazio soltanto con un tweet o con un aggiornamento di stato dato il contesto di dittatura o silenzio in cui sono costretti a vivere.
Sharing e Liking fanno ruotare le news e in una manciata di secondi la notizia raggiunge il mondo. La cosa più grande possibile grazie al web è vivere “live”, abbiamo notizie in diretta e in qualsiasi parte del mondo in cui ci troviamo. Un collegamento internet è una finestra sul mondo: siamo presenti all’evento anche se non ci troviamo nel luogo in cui esso avviene ma grazie alla tecnologia non ne avvertiamo la differenza.

Mmh….Capelli in disordine…. oops c’è un e-mail!


L’informazione sta diventando un imperativo nella nostra società.
C’è chi pensa che svegliarsi prima possa mettere di buon umore, iniziando dalla lettura dei quotidiani dinanzi ad una bella tazza di caffè corredata da un cornetto ripieno di ogni bene…
C’è chi clicca costantemente sul tasto aggiorna per restare sempre aggiornato sulle nuove notizie.
C’è chi segue telegiornali su telegiornali, segue radio e ogni sorta di canale in grado di informare.
Insomma tutti seguiamo le news.
Il mondo si adatta a noi o siamo noi che ci adattiamo al mondo?
Bene, oggi il quotidiano Il Corriere della Sera pubblica un articolo in cui cita l’arrivo di una nuova dimensione di informazione.
Dopo i quotidiani on-line, i tablet, gli iphone, in un mondo in cui una delle keywords è TOUCH, arriviamo ad una ennesima rivoluzione: Lo specchio magico.
Singolare l’idea di uno specchio posto in bagno, luogo prediletto da molti, che riflette email, news, aggiornamenti, contenuti multimediali.
Ci ricorda gli appuntamenti, i programmi della giornata.
Che cosa dire? La tecnologia rivoluzione la mente, e il nostro modo di pensare: il rischio vero è che la mattina in bagno potremmo dimenticarci di compiere qualcosa di più importante da fare rispetto all’aggiornarci. Tra un colpo di spazzola, uno di rasoio ed una spruzzata di profumo, ci troveremmo ad uscire dal bagno senza espletare le nostre funzioni base……..

Fonti_:http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_settembre_02/perasso-news-specchio_9724022e-d561-11e0-b96a-5869f8404a57.shtml

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