Archive for the ‘ new media ’ Category

Hashtag Facebook: al limite del ridicolo

Scorrendo la home facebook odierna non ho trovato nulla che si riferisse a quanto segue: il caso è emblematico di come gli strumenti tecnologici non vengano utilizzati nella modalità giusta.

“Gli hashtag sono utilizzati principalmente come strumenti per permettere agli utenti del web di trovare più facilmente un messaggio collegato ad un argomento e partecipare alla discussione, ma anche per incoraggiare a partecipare alla discussione su un argomento indicandolo come interessante. In pratica si tratta di una scorciatoia per effettuare ricerche e filtrare le discussioni sui social network”. Ora, mi chiedo quale discussione pensi di incoraggiare scrivendo #me #friends #amicizia #love #follia ?

Il paradosso della società in cui noi viviamo è proprio questo: abbiamo a disposizione strumenti tecnologici ma non sappiamo usarli. Seguiamo molto spesso la moda, l’uso che ne fa la gran parte senza sforzarci di capire a cosa può servire uno strumento.

facebook-hashtag

Elezioni 2013: Italia nel caos

Il caos è il protagonista del nostro Bel Paese, i risultati delle elezioni 2013 riflettono questo. Partendo dalla girandola di numeri senza senso generata dai sondaggisti in tv, per arrivare al quadro di ingoverabilità. Il centrosinistra esce sicuramente sconfitto, da mesi vigeva la Immagineconvinzione che avrebbe stravinto, invece…stravince Berlusconi che moltissimi davano ai margini: Grillo travolge, raccogliendo un voto che è soprattutto di protesta tra coloro che sono trentenni e quarantenni oltre che ventenni, sintomo che le nuove generazioni vogliono abitare in un mondo diverso, ma gli effetti si vedranno nel lungo termine… E’ doveroso riflettere sul Movimento di Beppe Grillo che diviene il primo partito alla Camera superando il Pd, ed è secondo al Senato; bisogna riflettere sulla ridotta distanza tra Pd e Pdl. Il Cavaliere riesce nell’obiettivo di pareggiare al Senato (117 seggi contro i 119 del centrosinistra). Bersani e Sel guadagnano 280 mila voti in più: 31,6 contro il 30,7%), alla fine c’è solo mezzo punto di distanza e soltanto 100 mila voti tra i due schieramenti, a favore del centrosinistra: 29,5% rispetto al 29.1%. Poco davvero. Mario Monti esce sconfitto, la coalizione ottiene il 10,6%, ma lui si dice soddisfatto. Nessuno si concentra sul dato penoso dell’affluenza: 75,1% cioè 5 punti persi rispetto al 2008, dato che conferma la disaffezione degli italiani verso la politica ed i principali protagonisti. Beppe Grillo si affida all’uso dei new media e tenta di escludere la televisione, sicuramente strategico poichè capisce l’importanza dei new media in questo momento e punta molto sulla comunicazione e sul voto dei giovani. Il centrosinistra resta ingabbiato nel passato e nel dilemma: se avesse vinto Renzi. Vendola, infine, non pervenuto.

Giornalismo all’epoca di Twitter

Si è da poco concluso Il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia e importanti firme editoriali e non sono intervenute nei diversi dibattiti. Opportunità rara per discutere sull’attualità e principalmente sul rapporto tra vecchi media e nuovi media dove è stato fondamentale riuscire ad utilizzare la tecnologia come un aggiornamento in tempo reale. Tutti o quasi i presenti erano muniti di Ipad, Pc e altri dispositivi di ultima generazione che si stanno sempre più avviando verso il social e verso l’ibridazione tra editoria ed informatica. Non a caso si parla infatti di editoria elettronica.

TWITTER REVOLUTION – Se nel 2010 c’è stato il boom di utilizzatori di Facebook, negli ultimi mesi la piattaforma digitale di Twitter si avvia verso una gloriosa evoluzione. Differenze a parte tra i due social network sicuramente Twitter è più proiettato verso una dimensione professionale rispetto a Facebook: la conferma è data dall’asimmetricità delle relazioni(io ti seguo ma tu puoi scegliere di non seguirmi). La principale fase di Twitter è iniziata con la girandola di news sul social riguardanti le rivolte della primavera araba, principalmente in Tunisia e in Egitto ma anche durante la cattura di Osama Bin Laden. Ecco perchè si parla di Twitter Revolution anche se tuttora tanti sono i critici riguardo tale posizione. Molti ritengono che sia improprio parlare di Rivoluzione di Twitter perchè la rivoluzione vera è quella che avvenuta nelle piazze così come impropria sembra l’accezione di agorà virtuale poichè è vero che le tecnologie hanno trasformato la comunicazione ma è verissimo che prima di tutto la comunicazione avviene ancora oggi principalmente in modalità face to face.

MEGAREDAZIONE ONLINE – Twitter dunque presuppone una selezione di quello che seguiamo, e la fortuna di molti sta nel seguire “quelli giusti”. In occasione di molti eventi, anche in occasone del più banale Festival di Sanremo gran parte accedeva al social network per commentare i giudizi, il responso del pubblico e così via. Twitter diventa pertanto una megaredazione always on perchè le maggiori testate giornalistiche acquisiscono sempre più informazioni su Twitter e su quest’ultimo le diffondono. L’evento del Festival del Giornalismo citato poco più su è stato gestito su Twitter ed è stato diffuso anche un hashtag specifico #ijf12 in modo tale da monitorare cosa accadeva, gli umori dei presenti e non. Twitter come strumento dunque di diffusione in quest’ultimo caso di news e interviste.

La domanda è ora: come cambia il giornalismo all’epoca di Twitter?

Questo quesito potrebbe rimandarci storicamente a quello che in passato è avvenuto con l’evoluzione del Web, si temeva infatti che nessuno avrebbe più letto i giornali, che le relazioni umane si sarebbe svolte unicamente sul web e sui cammini virtuali diventando così futili e fredde. Se siamo qui a celebrare la vittoria del Web 2.0 in questi giorni vuol dire che la tensione e le paure sono pressochè scomparse. Ma procediamo gradualmente.

SOGGETTI – In primo luogo cambiano i soggetti che inviano news: si parla di key actors per indicare attivisti, media di massa, bloggers e celebrities. Si sviluppa quello che si chiama network journalism capace di far diventare il business delle news più caotico, centinaia di voci si contrappongono a poche voci.

ATTENDIBILITA’- Una delle principali caratteristiche di una fonte risiede nella sua attendibilità, ossia quanto noi ci fidiamo ad esempio della Repubblica, del Tg1 e così via…il paradosso con il network journalism è che più voci possono essere diverse, e quindi in molti casi non vere. Fino a poco tempo fa le notizie sul web non erano verificabili ma ora è attivo un sito che permette di controllare la veridicità della news diffusa sul web.

ANDY CARVIN & PAUL LEWIS – Sono i campioni di follower, gli interpreti più efficaci delle news spalmate su Twitter. Carvin ha sorvolato gli scontri su piazza Tahrir come fosse su un elicottero a simboleggiare l’assenza fisica dall’evento, Lewis invece ha preferito il contatto con le rivolte studentesche in Gran Bretagna collezionando 35mila follower in 4 giorni. Ecco da dove parte l’evoluzione di Twitter, gli aggiornamenti live a qualsiasi ora…

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