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Giornalismo all’epoca di Twitter

Si è da poco concluso Il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia e importanti firme editoriali e non sono intervenute nei diversi dibattiti. Opportunità rara per discutere sull’attualità e principalmente sul rapporto tra vecchi media e nuovi media dove è stato fondamentale riuscire ad utilizzare la tecnologia come un aggiornamento in tempo reale. Tutti o quasi i presenti erano muniti di Ipad, Pc e altri dispositivi di ultima generazione che si stanno sempre più avviando verso il social e verso l’ibridazione tra editoria ed informatica. Non a caso si parla infatti di editoria elettronica.

TWITTER REVOLUTION – Se nel 2010 c’è stato il boom di utilizzatori di Facebook, negli ultimi mesi la piattaforma digitale di Twitter si avvia verso una gloriosa evoluzione. Differenze a parte tra i due social network sicuramente Twitter è più proiettato verso una dimensione professionale rispetto a Facebook: la conferma è data dall’asimmetricità delle relazioni(io ti seguo ma tu puoi scegliere di non seguirmi). La principale fase di Twitter è iniziata con la girandola di news sul social riguardanti le rivolte della primavera araba, principalmente in Tunisia e in Egitto ma anche durante la cattura di Osama Bin Laden. Ecco perchè si parla di Twitter Revolution anche se tuttora tanti sono i critici riguardo tale posizione. Molti ritengono che sia improprio parlare di Rivoluzione di Twitter perchè la rivoluzione vera è quella che avvenuta nelle piazze così come impropria sembra l’accezione di agorà virtuale poichè è vero che le tecnologie hanno trasformato la comunicazione ma è verissimo che prima di tutto la comunicazione avviene ancora oggi principalmente in modalità face to face.

MEGAREDAZIONE ONLINE – Twitter dunque presuppone una selezione di quello che seguiamo, e la fortuna di molti sta nel seguire “quelli giusti”. In occasione di molti eventi, anche in occasone del più banale Festival di Sanremo gran parte accedeva al social network per commentare i giudizi, il responso del pubblico e così via. Twitter diventa pertanto una megaredazione always on perchè le maggiori testate giornalistiche acquisiscono sempre più informazioni su Twitter e su quest’ultimo le diffondono. L’evento del Festival del Giornalismo citato poco più su è stato gestito su Twitter ed è stato diffuso anche un hashtag specifico #ijf12 in modo tale da monitorare cosa accadeva, gli umori dei presenti e non. Twitter come strumento dunque di diffusione in quest’ultimo caso di news e interviste.

La domanda è ora: come cambia il giornalismo all’epoca di Twitter?

Questo quesito potrebbe rimandarci storicamente a quello che in passato è avvenuto con l’evoluzione del Web, si temeva infatti che nessuno avrebbe più letto i giornali, che le relazioni umane si sarebbe svolte unicamente sul web e sui cammini virtuali diventando così futili e fredde. Se siamo qui a celebrare la vittoria del Web 2.0 in questi giorni vuol dire che la tensione e le paure sono pressochè scomparse. Ma procediamo gradualmente.

SOGGETTI – In primo luogo cambiano i soggetti che inviano news: si parla di key actors per indicare attivisti, media di massa, bloggers e celebrities. Si sviluppa quello che si chiama network journalism capace di far diventare il business delle news più caotico, centinaia di voci si contrappongono a poche voci.

ATTENDIBILITA’- Una delle principali caratteristiche di una fonte risiede nella sua attendibilità, ossia quanto noi ci fidiamo ad esempio della Repubblica, del Tg1 e così via…il paradosso con il network journalism è che più voci possono essere diverse, e quindi in molti casi non vere. Fino a poco tempo fa le notizie sul web non erano verificabili ma ora è attivo un sito che permette di controllare la veridicità della news diffusa sul web.

ANDY CARVIN & PAUL LEWIS – Sono i campioni di follower, gli interpreti più efficaci delle news spalmate su Twitter. Carvin ha sorvolato gli scontri su piazza Tahrir come fosse su un elicottero a simboleggiare l’assenza fisica dall’evento, Lewis invece ha preferito il contatto con le rivolte studentesche in Gran Bretagna collezionando 35mila follower in 4 giorni. Ecco da dove parte l’evoluzione di Twitter, gli aggiornamenti live a qualsiasi ora…

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Il lancio del nuovo Ipad, e il rischio della novelity-seeking

Lancio Nuovo Ipad, in Italia il 23 marzo

 

Invasione pensieri e anticipazioni sul nuovo Ipad, un giro sul web chiarisce gli eventuali dubbi. Gli esperti parlano di uno schermo più grande e della possibilità di guardare video e immagini in alta risoluzione, si focalizzano inoltre sulle dimensioni e sugli aspetti tecnici che differenziano il nuovo dal già vecchio. Altri invece forse controtendenza parlano di un’eccessiva aspettativa, quasi ingiustificata. In Italia la data di lancio è per il 23 marzo e si prospettano lunghe code per l’acquisto.

TIME – A tal proposito è stato interessante scorrere l’articolo di Susan Krauss sul Time, il suo punto di vista è infatti molto originale. E’ una studiosa di Psicologia all’Università del Massachussets e si chiede:” Why is it that some consumers are constantly driven to possess the newest and hottest gadgets?”. Domanda che potrebbe essere banale ma che in realtà ci suggerisce alcuni elementi: si parla di capacità nel novelity-seeking o neophilia, cioè la curiosità per il nuovo che esiste in ciascuno di noi in differenti livelli. Secondo Robert Cloninger questa capacità è tra i 4 atteggiamenti base della nostra personalità.

EFFETTI – Quali gli effetti per chi ha un alto livello di novelity-seeking? Indubbiamente l’ossessione per il nuovo, e per l’essere in prima fila quando il nuovo è in vendita. La noia sopraggiunge presto dopo l’acquisto e c’è un altro rischio come si dice nell’articolo: “You will definitely fail to live in the moment because the moment soon becomes mundane”. Non tutto vien per nuocere si direbbe e in effetti uno degli effetti positivi sta nel tenere sempre in allenamento la mente e nell’abitudine a adattarsi alle diverse situazioni.

CONSIGLIO? – Sarebbe bene lasciare a casa carte di credito e recarsi negli stores per vedere i nuovi oggetti e le loro funzionalità, oppure si potrebbe prendere una pausa dalle tecnologie, ad esempio per una settimana. Qualche settimana fa lo ha provato per il Corriere della Sera, Beppe Severgnini che nella sua rubica Italians ha raccolto le impressioni. La studiosa così conclude questo interessante articolo:”Finally, before buying any new product, read the reviews, especially the critical ones, and exercise your critical judgment. Take control, rather than letting your neophilic impulse run wild”.

Read more: http://moneyland.time.com/2012/03/08/why-you-want-the-new-ipad-so-badly/#ixzz1oYBaXA43

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