Hashtag Facebook: al limite del ridicolo

Scorrendo la home facebook odierna non ho trovato nulla che si riferisse a quanto segue: il caso è emblematico di come gli strumenti tecnologici non vengano utilizzati nella modalità giusta.

“Gli hashtag sono utilizzati principalmente come strumenti per permettere agli utenti del web di trovare più facilmente un messaggio collegato ad un argomento e partecipare alla discussione, ma anche per incoraggiare a partecipare alla discussione su un argomento indicandolo come interessante. In pratica si tratta di una scorciatoia per effettuare ricerche e filtrare le discussioni sui social network”. Ora, mi chiedo quale discussione pensi di incoraggiare scrivendo #me #friends #amicizia #love #follia ?

Il paradosso della società in cui noi viviamo è proprio questo: abbiamo a disposizione strumenti tecnologici ma non sappiamo usarli. Seguiamo molto spesso la moda, l’uso che ne fa la gran parte senza sforzarci di capire a cosa può servire uno strumento.

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Boldrini alla Camera, Grasso al Senato

Boldrini alla Camera, Grasso al Senato.

Boldrini alla Camera, Grasso al Senato

Qualcosa si muove dopo le belle notizie odierne: alla Camera eletta una donna decisa, da sempre impegnata in questioni sociali con attenzione ai più deboli ed agli emarginati. Nel discorso di elezione, Laura Boldrini ha fatto riferimento – tra le molte cose fondamentali in questo Paese – a coloro che non ci sono più a causa della mafia, agli esodati, a coloro che quotidianamente perdono la loro vita nelle acque del Mediterraneo, a coloro che non hanno più fiducia nelle istituzioni e ai giovani, futuro per l’Italia. Al Senato è stato eletto Grasso a rappresentare un punto di svolta in politica. Al ballottaggio delle 16.30 si è “scontrato” con una vecchia conoscenza del Parlamento, Schifani. Tra i due è stata una vera sfida, ma esce “vincitore” il primo, un nome nuovo perlomeno. Il Movimento di Beppe Grillo, invece, alla prima e reale prova risulta spaccato. Applaude la neo-eletta, vota a metà per Grasso. Berlusconi invece si presenta in Parlamento con gli occhiali da sole, ma non dovrà essere il protagonista di un party o di un post-party, dovrà soltanto proteggersi dal problema agli occhi; problema per cui è stata accolta la richiesta di legittimo impedimento. Una nuova richiesta è pervenuta per un possibile trasferimento del processo diritti tv Mediaset e Ruby in quel di Brescia. Monti e i componenti di Scelta Civica presenti votano scheda bianca nella votazione per il Senato.

Sarà questo il punto di partenza per il cambiamento? o sarà l’ennesima illusione? Piccoli e grandi sperano e nel frattempo continuano a sognare.

Elezioni 2013: Italia nel caos

Il caos è il protagonista del nostro Bel Paese, i risultati delle elezioni 2013 riflettono questo. Partendo dalla girandola di numeri senza senso generata dai sondaggisti in tv, per arrivare al quadro di ingoverabilità. Il centrosinistra esce sicuramente sconfitto, da mesi vigeva la Immagineconvinzione che avrebbe stravinto, invece…stravince Berlusconi che moltissimi davano ai margini: Grillo travolge, raccogliendo un voto che è soprattutto di protesta tra coloro che sono trentenni e quarantenni oltre che ventenni, sintomo che le nuove generazioni vogliono abitare in un mondo diverso, ma gli effetti si vedranno nel lungo termine… E’ doveroso riflettere sul Movimento di Beppe Grillo che diviene il primo partito alla Camera superando il Pd, ed è secondo al Senato; bisogna riflettere sulla ridotta distanza tra Pd e Pdl. Il Cavaliere riesce nell’obiettivo di pareggiare al Senato (117 seggi contro i 119 del centrosinistra). Bersani e Sel guadagnano 280 mila voti in più: 31,6 contro il 30,7%), alla fine c’è solo mezzo punto di distanza e soltanto 100 mila voti tra i due schieramenti, a favore del centrosinistra: 29,5% rispetto al 29.1%. Poco davvero. Mario Monti esce sconfitto, la coalizione ottiene il 10,6%, ma lui si dice soddisfatto. Nessuno si concentra sul dato penoso dell’affluenza: 75,1% cioè 5 punti persi rispetto al 2008, dato che conferma la disaffezione degli italiani verso la politica ed i principali protagonisti. Beppe Grillo si affida all’uso dei new media e tenta di escludere la televisione, sicuramente strategico poichè capisce l’importanza dei new media in questo momento e punta molto sulla comunicazione e sul voto dei giovani. Il centrosinistra resta ingabbiato nel passato e nel dilemma: se avesse vinto Renzi. Vendola, infine, non pervenuto.

Fieg: boom di lettori sul web

E’ di qualche settimana fa la notizia del boom dei lettori sul web a discapito di quelli che acquistano il quotidiano in formato tradizionale. Secondo il rapporto della Federazione degli Editori per il 2009-2011, i lettori dei quotidiani sono cresciuti con l’incremento di utenti dei siti delle testate passati da 4 a 6 milioni.

UP – Si discute da molto tempo circa il numero ristretto dei lettori abituali di quotidiani, periodici, mensili. Finalmente nel biennio considerato la notizia è un’altra: sono aumentati i lettori abituali e cosa ancor più significativa è ciò che sta avvenendo. Si parla dunque di una vera e propria rivoluzione nella modalità di fruizione dei media e in particolare della stampa. Grazie ai diversi dispositivi che mutano rapidamente, i fruitori possono leggere ovunque, su pc, su tablet, su smartphone. E così si preferisce leggere sui siti delle testate giornalistiche (perchè spesso le notizie sono aggiornate e gratuite) piuttosto che passare di corsa la mattina al giornalaio.

NUOVE GENERAZIONI – Se c’è un aspetto interessante che non viene quasi mai considerato riguarda le nuove generazioni e il loro approccio alla stampa. Ripetutamente passa il messaggio fuorviante che siano per la maggior parte loro a non informarsi, non leggere, non tenersi aggiornati sul mondo. Ma se ci pensiamo bene, in Italia le fasce che più di tutte hanno accesso ad internet sono proprio costituite dai giovani. Molti, è doveroso ammetterlo, passano il tempo libero online solo per accedere ai social network, per intrattenersi, per cercare un amico. Ma è vero anche che tantissimi giovani sentono sempre più il bisogno d’informarsi, quindi bisognerebbe considerare quest’incremento di lettori di giornali sul web anche e soprattutto in riferimento ai giovani.

UN PO’ DI DATI – Infatti aggiunge la Federazione degli editori che le rilevazioni Audiweb sono confortate anche da quelle dell’Istat, che nel report su ‘cittadini e nuove tecnologie’ di dicembre ha rilevato che tra le persone di 6 anni e più che hanno usato internet nel 2011 il 51% lo ha fatto per leggere o scaricare giornali e riviste. Nel 2010 erano il 44%. Se dunque per un verso c’è da rallegrarsi, dall’altro la crisi dell’editoria sta diventando profonda. Il margine operativo lordo delle aziende, pur mantenendosi positivo, ha accusato una contrazione del 29,6%. Nell’andamento delle vendite, i dati indicano “una flessione che, nel triennio 2009-2011, ha riguardato tanto i settimanali (-7,6%) quanto i mensili (- 18,0%)”, con un’accelerazione negativa nel 2011 per entrambe le periodicità: -6,3% per i settimanali (nel 2010 la flessione era stata dell’1,4%); -9,9% per i mensili (nel 2010, la flessione era stata del 9,0%)”.

Fonti http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/18/news/fieg_boom_di_lettori_sul_web_negli_ultimi_tre_anni_50_-33511327/index.html?ref=search

Giornalismo all’epoca di Twitter

Si è da poco concluso Il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia e importanti firme editoriali e non sono intervenute nei diversi dibattiti. Opportunità rara per discutere sull’attualità e principalmente sul rapporto tra vecchi media e nuovi media dove è stato fondamentale riuscire ad utilizzare la tecnologia come un aggiornamento in tempo reale. Tutti o quasi i presenti erano muniti di Ipad, Pc e altri dispositivi di ultima generazione che si stanno sempre più avviando verso il social e verso l’ibridazione tra editoria ed informatica. Non a caso si parla infatti di editoria elettronica.

TWITTER REVOLUTION – Se nel 2010 c’è stato il boom di utilizzatori di Facebook, negli ultimi mesi la piattaforma digitale di Twitter si avvia verso una gloriosa evoluzione. Differenze a parte tra i due social network sicuramente Twitter è più proiettato verso una dimensione professionale rispetto a Facebook: la conferma è data dall’asimmetricità delle relazioni(io ti seguo ma tu puoi scegliere di non seguirmi). La principale fase di Twitter è iniziata con la girandola di news sul social riguardanti le rivolte della primavera araba, principalmente in Tunisia e in Egitto ma anche durante la cattura di Osama Bin Laden. Ecco perchè si parla di Twitter Revolution anche se tuttora tanti sono i critici riguardo tale posizione. Molti ritengono che sia improprio parlare di Rivoluzione di Twitter perchè la rivoluzione vera è quella che avvenuta nelle piazze così come impropria sembra l’accezione di agorà virtuale poichè è vero che le tecnologie hanno trasformato la comunicazione ma è verissimo che prima di tutto la comunicazione avviene ancora oggi principalmente in modalità face to face.

MEGAREDAZIONE ONLINE – Twitter dunque presuppone una selezione di quello che seguiamo, e la fortuna di molti sta nel seguire “quelli giusti”. In occasione di molti eventi, anche in occasone del più banale Festival di Sanremo gran parte accedeva al social network per commentare i giudizi, il responso del pubblico e così via. Twitter diventa pertanto una megaredazione always on perchè le maggiori testate giornalistiche acquisiscono sempre più informazioni su Twitter e su quest’ultimo le diffondono. L’evento del Festival del Giornalismo citato poco più su è stato gestito su Twitter ed è stato diffuso anche un hashtag specifico #ijf12 in modo tale da monitorare cosa accadeva, gli umori dei presenti e non. Twitter come strumento dunque di diffusione in quest’ultimo caso di news e interviste.

La domanda è ora: come cambia il giornalismo all’epoca di Twitter?

Questo quesito potrebbe rimandarci storicamente a quello che in passato è avvenuto con l’evoluzione del Web, si temeva infatti che nessuno avrebbe più letto i giornali, che le relazioni umane si sarebbe svolte unicamente sul web e sui cammini virtuali diventando così futili e fredde. Se siamo qui a celebrare la vittoria del Web 2.0 in questi giorni vuol dire che la tensione e le paure sono pressochè scomparse. Ma procediamo gradualmente.

SOGGETTI – In primo luogo cambiano i soggetti che inviano news: si parla di key actors per indicare attivisti, media di massa, bloggers e celebrities. Si sviluppa quello che si chiama network journalism capace di far diventare il business delle news più caotico, centinaia di voci si contrappongono a poche voci.

ATTENDIBILITA’- Una delle principali caratteristiche di una fonte risiede nella sua attendibilità, ossia quanto noi ci fidiamo ad esempio della Repubblica, del Tg1 e così via…il paradosso con il network journalism è che più voci possono essere diverse, e quindi in molti casi non vere. Fino a poco tempo fa le notizie sul web non erano verificabili ma ora è attivo un sito che permette di controllare la veridicità della news diffusa sul web.

ANDY CARVIN & PAUL LEWIS – Sono i campioni di follower, gli interpreti più efficaci delle news spalmate su Twitter. Carvin ha sorvolato gli scontri su piazza Tahrir come fosse su un elicottero a simboleggiare l’assenza fisica dall’evento, Lewis invece ha preferito il contatto con le rivolte studentesche in Gran Bretagna collezionando 35mila follower in 4 giorni. Ecco da dove parte l’evoluzione di Twitter, gli aggiornamenti live a qualsiasi ora…

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Il lancio del nuovo Ipad, e il rischio della novelity-seeking

Lancio Nuovo Ipad, in Italia il 23 marzo

 

Invasione pensieri e anticipazioni sul nuovo Ipad, un giro sul web chiarisce gli eventuali dubbi. Gli esperti parlano di uno schermo più grande e della possibilità di guardare video e immagini in alta risoluzione, si focalizzano inoltre sulle dimensioni e sugli aspetti tecnici che differenziano il nuovo dal già vecchio. Altri invece forse controtendenza parlano di un’eccessiva aspettativa, quasi ingiustificata. In Italia la data di lancio è per il 23 marzo e si prospettano lunghe code per l’acquisto.

TIME – A tal proposito è stato interessante scorrere l’articolo di Susan Krauss sul Time, il suo punto di vista è infatti molto originale. E’ una studiosa di Psicologia all’Università del Massachussets e si chiede:” Why is it that some consumers are constantly driven to possess the newest and hottest gadgets?”. Domanda che potrebbe essere banale ma che in realtà ci suggerisce alcuni elementi: si parla di capacità nel novelity-seeking o neophilia, cioè la curiosità per il nuovo che esiste in ciascuno di noi in differenti livelli. Secondo Robert Cloninger questa capacità è tra i 4 atteggiamenti base della nostra personalità.

EFFETTI – Quali gli effetti per chi ha un alto livello di novelity-seeking? Indubbiamente l’ossessione per il nuovo, e per l’essere in prima fila quando il nuovo è in vendita. La noia sopraggiunge presto dopo l’acquisto e c’è un altro rischio come si dice nell’articolo: “You will definitely fail to live in the moment because the moment soon becomes mundane”. Non tutto vien per nuocere si direbbe e in effetti uno degli effetti positivi sta nel tenere sempre in allenamento la mente e nell’abitudine a adattarsi alle diverse situazioni.

CONSIGLIO? – Sarebbe bene lasciare a casa carte di credito e recarsi negli stores per vedere i nuovi oggetti e le loro funzionalità, oppure si potrebbe prendere una pausa dalle tecnologie, ad esempio per una settimana. Qualche settimana fa lo ha provato per il Corriere della Sera, Beppe Severgnini che nella sua rubica Italians ha raccolto le impressioni. La studiosa così conclude questo interessante articolo:”Finally, before buying any new product, read the reviews, especially the critical ones, and exercise your critical judgment. Take control, rather than letting your neophilic impulse run wild”.

Read more: http://moneyland.time.com/2012/03/08/why-you-want-the-new-ipad-so-badly/#ixzz1oYBaXA43

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